Asilo nido L'ORSETTO 

 PROGETTO EDUCATIVO, ORGANIZZATIVO E GESTIONALE


PROGETTUALITA’ EDUCATIVA anno  2020 - 2021



 

 

Il Nido nel territorio

Le linee guida del progetto educativo

Il rapporto con le famiglie

Accoglienza ed ambientamento

L’organizzazione dello spazio

La struttura del Nido

La programmazione della giornata

Alimentazione

Calendario e orario di funzionamento

Le figure professionali

Programmazione e verifica del progetto educativo

Raccordo con le strutture educative presenti nel territorio


Progettualità educativa  a.e. 2020-2021  (LOOSE PARTS)

 

 


Il Nido nel territorio

Il nido “l’Orsetto” si trova a Roma, nel territorio del Municipio X (ex Municipio XIII) e precisamente nella zona urbanistica denominata Nuova Palocco, tra i nuclei abitativi di Ostia Antica, Casal Palocco, Dragoncello, Aciliaed il nuovo complesso edilizio della Madonnetta.

Questa zona è in una fase di grande espansione demografica, e le strutture scolastiche pubbliche, pur insistenti nel territorio, non riescono a soddisfare la richiesta della popolazione nonostante siano previste opere per la costruzione di nuove unità scolastiche.

Per questo l’asilo nido “L’Orsetto” intende inserirsi nella rete dei servizi del quartiere, in aiuto a quei genitori desiderosi di fruire di tale servizio, non solo come luogo ove affidare i loro bambini durante il tempo che li vede occupati per il lavoro, ma anche come luogo in cui poter trovare dei supporti competenti per meglio affrontare il ruolo di genitori “educatori”.

Considerato che la realizzazione di un servizio per la prima infanzia deve essere guidata da uno sforzo costante di promozione, di qualità e non solo di quantità, il Progetto Educativo che s'intende realizzare nel nido “L’Orsetto”, è improntato alla necessità di dare al quartiere uno spazio adeguato ai bambini ed ai genitori, e di connotarlo di qualità finalizzata alle esigenze dei bimbi e delle loro famiglie, e si pone come obiettivo la costruzione di una comunità di adulti e bambini consolidata dalla voglia di "fare insieme", in un luogo dalle caratteristiche familiari, dove ritrovarsi ogni giorno.


Le linee guida del progetto educativo

La visione del bambino come individuo competente, in grado di accrescere le sue capacità attraverso il fare, e le relazioni interpersonali, sarà il filo conduttore della nostra pratica educativa. Il nostro lavoro metterà al centro “il bambino”, e gli interventi educativi si baseranno sui seguenti principi:

  • Offrire le condizioni in cui Egli possa crescere acquisendo la sicurezza e rafforzando la propria spontanea spinta allo sviluppo
  • Favorire la sua crescita autonoma in situazioni di benessere
  • Orientarlo ad essere un individuo padrone del suo agire, disposto a sperimentare, a comunicare ed a interagire con gli altri in spontaneità e nella consapevolezza delle proprie emozioni.


Il rapporto con le famiglie

Le profonde trasformazioni sociali che si sono determinate negli ultimi decenni, hanno dato vita a piccoli nuclei familiari dove i “nuovi genitori” si sentono sempre più spesso disorientati e inadeguati nella “cura” dei loro figli, trovandosi a compiere, più o meno consapevolmente, una serie di scelte educative sulle quali è utile avere occasione di riflessione e confronto.

Il nido può dare ai genitori questa opportunità per sentirsi meno soli nell’affrontare le responsabilità di tale ruolo. Infatti l’incontro fra persone che condividono una stessa esperienza e la figura dell’educatrice, intesa come colei che accompagna e media la comunicazione tra le persone, rendono sempre di più l’educazione dei figli una questione non privata ma sociale, capace quindi di rompere l’isolamento del contesto domestico.

Alla luce di questa riflessione sarà importante il rapporto fiduciario imperniato sulla reciprocità tra le famiglie e la struttura, che infonderà nei bambini sicurezza e serenità. Infatti molte regole vengono accettate dai bambini, non perché ne comprendono appieno le ragioni, ma semplicemente perché si fidano dell’adulto che le afferma.

Le relazioni con le famiglie saranno attuate in successione mediante:

  • le informazioni da parte del coordinatore educativo sull’organizzazione del nido: spazi e loro funzione, le attività che si svolgono nella giornata, le figure professionali presenti
  • colloquio preliminare con l’educatrice di riferimento per dare l’avvio al confronto e la collaborazione che continuerà per tutto l’anno per trovare i percorsi più adatti al bambino, in modo particolare, in un primo incontro saranno illustrate le fasi dell’inserimento, i tempi e i modi, e sarà compilata una scheda dove saranno riportate alcune informazioni riguardanti le abitudini del bambino.
  • incontri collettivi durante l’anno scolastico, nei quali saranno affrontati temi specifici, ascoltati i vissuti dei genitori ed i racconti delle educatrici sulle esperienze dei bambini al nido.

 

Accoglienza ed ambientamento

Nell’ottica degli obiettivi educativi del nido “L’Orsetto” particolare attenzione sarà rivolta all’accoglienza dei genitori e dei bambini in questa nuova esperienza.

Il raggiungimento di un sereno ingresso quotidiano al nido è il presupposto di una frequentazione annuale altrettanto serena ed armoniosa di crescita, di relazione, di socializzazione e di fiducia. Pertanto l’accoglienza non è solo la rappresentazione di un momento, ma sottintende e caratterizza un processo continuo e dinamico che, non esaurendosi con il primo periodo dell’ambientamento dovrà sempre accompagnare adulti e bambini nella quotidianità.

Il periodo dell’ambientamento richiede un’attenzione particolare, da esso dipende, infatti, l’accettazione positiva del nido da parte del bambino.

Il piccolo deve entrare in contatto con persone che non conosce, con numerosi bambini, con spazi ed arredi non familiari.

E’ indispensabile, quindi, in questa fase, che il bambino abbia modo di ambientarsi gradualmente e di elaborare questa nuova esperienza con i tempi e le modalità che gli sono necessari.

In questo modo il nido entrerà a far parte della sua vita senza alcuna forzatura.

Nel nostro nido, per ciascun bambino, sarà effettuato un inserimento graduale, insieme con un piccolo gruppo di bambini e con la presenza di una persona di fiducia del bambino stesso.

La gradualità è fondamentale per instaurare una relazione affettiva tra educatrici e bambino, tale da rendere il distacco dalla famiglia non traumatico.

Per una buona riuscita dell’ambientamento è necessaria la collaborazione e la disponibilità dei genitori al fine di costruire insieme una continuità tra nido e famiglia.


L’organizzazione dello spazio

L’organizzazione e l’articolazione degli spazi rappresentano una funzione precipua di tutto il gruppo educativo in quanto, queste debbono essere consone al raggiungimento degli obiettivi generali del progetto educativo e sono pertanto pensate per rispondere al bisogno di ciò che i bambini :

-   possono fare insieme (in piccolo o grande gruppo)

-   possono fare con gli adulti

-   possono fare individualmente.

Si tratta di una progettazione dinamica e quindi suscettibile di periodici aggiustamenti conseguentemente ad una costante verifica della corrispondenza tra gli obiettivi che hanno guidato la progettazione medesima e l’uso effettivamente fattone dai bambini e dagli adulti.

Tutti gli spazi ed i materiali, saranno sempre presentati dall’educatrice in modo che possano essere utilizzati autonomamente dai bambini.

Considerata la necessità di assicurare loro riferimenti precisi, la rivisitazione degli spazi nel corso dell’anno sarà sempre fatta informandoli, in modo da non rappresentare un disorientamento, ma un nuovo stimolo.


La Struttura del nido

L’Asilo nido “L’Orsetto” è ubicato nell’area urbanistica denominata Nuova Palocco, sita all’incrocio tra la via dei Pescatori e la via del fosso di dragoncello al civico 201,  in un contesto verde in cui gli spazi aperti la fanno da padroni.

Il nucleo edificato, circondato da ampie zone dedicate a giardino ed a parcheggi, è costituito dal corpo centrale di un fabbricato quadrangolare che ospita le attività del centro sportivo “Eschilo due”, all’interno del quale è posta una piscina olimpionica.

I nostri locali occupano una porzione di tale edificio in completa autonomia logistica, pur fruendo dei benefici degli spazi accessori comuni, come ad esempio le ampie aree di parcheggio circostanti, che permettono ai genitori la sosta, non soggetta ai rigori del traffico, fin davanti all’ingresso dei locali.

Un grande atrio comune, accoglientemente arredato, consente un primo accesso all’edificio dando la comodità di un ambiente tampone tra l’esterno e l’ingresso dell’asilo vero e proprio;da qui si potrà entrare direttamente alla Nostra struttura educativa.

Il locale dedicato all’accoglienza rappresenta il primo contatto con la “struttura nido”, luogo nel quale il genitore ed il bambino, nella regolarità quotidiana incontrano l’educatrice al mattino, e vi si ritrovano alla fine della giornata per il ricongiungimento. Questo ambiente, come facilmente si può intuire, riveste pertanto un ruolo molto importante perché il “piccolo”, qui entra in contatto con Persone che non conosce, in spazi ed arredi a lui non familiari. Qui, in un mobile contenitore a Lui dedicato, metterà gli effetti personali e su una piccola panca, la mamma o l’educatrice ne cureranno le necessità.

Immediatamente a destra, in continuità con l’accoglienza c’è un locale di incontro con alcune poltroncine per poter affrontare colloqui con i genitori e con il Personale, ed è un’area in cui eventualmente il pediatra potrà espletare la propria attività di controllo e verifica della documentazione sanitaria o rispondere alle richieste dei genitori qualora queste si proponessero nei tempi concordati.

Dal locale accoglienza, dal quale siamo entrati nel nido, una porta permette l’accesso agli spazi dedicati alle attività dei bambini.L’aula, luminosa e confortevole, si presenta con una pavimentazione di parquet chiaro in armonia con le tonalità pastello delle pareti. Il salone delle attività che raccoglie entrambe le sezioni, dei medi e dei grandi, è stato organizzato in diversi spazi arredati per le attività al tavolo (utilizzate anche per la refezione), costituito da tavoli e sedie di appropriata dimensione, scaffali con cestini, scatole e vassoi per contenere i materiali propri delle attività principalmente basati sul rispetto dell’utilizzo di materiali naturali.Questi spazi sono pensati per l’acquisizione della manualità e delle abilità attraverso il gioco dei travasi, degli impasti, della pittura, dell’esperienza tattile e delle stimolazioni alle competenze logico matematiche.

Adiacente al salone, attraverso una porta,si accede alla stanza del gioco simbolico nella quale vengono riproposti alcuni ambienti di tipo familiare in cui i bambini, in autonomia, si rappresentano nel gioco della cucina, dell’accudimento alle faccende domestiche, alla cura delle bambole o nell’impersonare ruoli riferiti alla quotidianità mediante l’utilizzo di oggetti di uso comune quali il telefono ed altro.

Da qui si accede ad un ampio locale igienico dove troviamo l’area del fasciatoio, contigua ad un lavello (pilozzo) di opportune dimensioni per poter accudire i bambini nelle operazioni del cambio di pannolini; è inoltre collocata una vasca ad altezza di bambino per permettere a loro stessi di provvedere alle pratiche igieniche in autonomia. I water, di piccola dimensione, completano la struttura del locale nel quale, in un armadio, vengono custoditi i ricambi ed i corredini dei bambini che possono attendere il loro turno seduti su una apposita panca per l’attesa.

Sul lato opposto del salone delle attività, attraversando un secondo locale organizzato per le cure dell’igiene, si accede invece ad un ampio spazio polifunzionale nel quale i bambini svolgono quelle che vengono definite attività tranquille, quali il sonno, la lettura ed il gioco del travestimento. Per l’educazione all’ascolto è stato organizzato uno spazio dedicato alla musica con la possibilità di usare degli strumenti musicali ricavati dal riciclo di materiali di risulta.

Dedicato ai bambini più piccini in questo ambiente si sviluppa il gioco euristico per il tramite di dispositivi didattici appositamente allestiti dal Personale educativo.

Troviamo inoltre i lettini impilabili, ognuno riferibile a ciascun “piccolo utente”, arredato con tende oscuranti che rendono l’atmosfera intima e raccolta per i momenti del riposo.

Separato dagli ambienti dedicati ai bambini troviamo la segreteria amministrativa, i locali dellacucina, con relativa dispensa ubicata in maniera di poter servire agevolmente le necessità di refezione, con ambiente ad essa contiguo per il carico e l’immagazzinamento delle merci e dei prodotti necessari ai bisogni delle attività logistiche.

Il Personale gode di locali igienici (bagno ed antibagno), di spogliatoio e di spazi per il riposo a sé stanti, conaccesso autonomo.

Completano la struttura un’adeguata area esterna di esclusiva pertinenza del nido, attrezzata con presidi per attività ludiche e percorsi didattici, atti al contatto con elementi naturali e spazi dedicati all’impianto di un orto.


La programmazione della giornata

La programmazione della giornata è parte integrante della progettazione educativa; Questa sarà realizzata ad inizio anno dall’intero gruppo di docenza e sarà mantenuta stabile nella successione degli eventi. La stabilità nell’ordine degli eventi dà la possibilità ai bambini di vivere in un ambiente costante e prevedibile e conferisce loro sicurezza e possibilità di maggiore autonomia.

Una giornata tipo nel nido sarà così cadenzata:

Dalle ore 8,00 alle ore 9,30    Accoglienza        

L’accoglienza giornaliera dei bambini sarà fatta con attenzione alle modalità individuali e nel rispetto delle abitudini familiari; Sarà cura delle educatrici diventare punto di riferimento per ciascun bambino e proporre le modalità di separazione dal genitore più graduali e sicure.

Alle ore 9,30        Appello       

L’appello è un momento rituale di incontro dei bambini e delle educatrici. Questa attività del giorno serve per diversi scopi:

  • sostiene lo sviluppo dell’identità personale in relazione all’altro (io ci sono, Mario c’è, Giulia non c’è perché è malata ma tornerà.)
  • stimola ed abitua i bambini a manifestare i propri sentimenti e a comunicarli (Giovanni ha pianto quando la mamma è andata via, perché….Adesso non piange più, perché…..)
  • sviluppa le capacità di riconoscere le emozioni dell’altro ed accettarle (empatia)
  • utilizza l’emozione come modo di riconoscere la realtà
  • fornisce delle regole esplicite (stare tutti seduti) ed implicite (lo stare in gruppo, il comunicare con l’altro, il decidere in gruppo)

Dalle ore 9,30 alle ore 10,00  Colazione  

La colazione assume una funzione importante nell’educazione alimentare dei bambini. Saranno somministrati cibi naturali adeguati alla pausa mattutina: vengono somministrati frutta ed un dolce confezionato per l’occorrenza tutte le mattine secondo un piano dietetico previsto dal pediatra e verificato dal servizio di dietologia del Comune e della A.s.l.  RM D

Dalle ore 10,00 alle ore 11,30         Attività     

Saranno proposte, secondo il progetto didattico, attività da svolgere prevalentemente in piccolo gruppo

Dalle ore 11,30 alle ore 12,00         Preparazione al pranzo e igiene personale      

I bambini, dopo aver riordinato i materiali di gioco con l’educatrice, a piccoli gruppi, si recano in bagno per le pratiche igieniche necessarie prima del pranzo. Successivamente aiutano ad apparecchiare. Ogni bambino ha il suo posto fisso a tavola, in modo che i posti dei bambini assenti restino vuoti e sguarniti di stoviglie. E’ anche questa un’attività didattica che sviluppa il pensiero rappresentativo (l’altro esiste anche se non può essere presente).

Dalle ore 12,00 alle ore 12,30          Pranzo          

Il pranzo è un momento significativo, sia dal punto di vista educativo che dal punto di vista della relazione tra adulto e bambino e tra bambini. E’un momento denso di emozioni e socialmente importante perché è sufficiente seguire la regola dello stare seduti per vivere con piacevolezza questo momento, conversando, commentando i sapori, imparando a fare da sé.

Dalle ore 12,30 alle ore 13,00         Igiene personale 

I bambini a piccoli gruppi tornano in bagno per il cambio, il lavaggio delle mani, del viso, dei denti ed eventualmente il cambio degli indumenti. Queste operazioni sono condotte quanto più possibile dai bambini stessi. L’educatrice interviene a sostegno e in aiuto dove e quando occorre.

Dalle ore 13,00 alle ore 14,30         Riposo      

Le educatrici intrattengono i bambini nella rilassante attività di lettura e racconto di storie, ciò aiuta ad introdurli gradualmente al riposo. Ciascun bambino ha il suo lettino e sarà premura dell’educatrice porre attenzione alle necessità del sonno di ciascuno.

Dalle ore 14,30 alle ore 15,30         Risveglio e merenda    

Anche il risveglio va curato per quanto possibile in modo personalizzato. Ogni bambino ha i suoi tempi di ripresa dal sonno. La merenda segue le stesse regole di quella del mattino e del pranzo.

alle ore 15,30 cambio e igiene personale      I bambini vengono aiutati con le modalità già descritte a curare la propria igiene personale dopo la merenda, ed a riporre gli indumenti sporchi nello zainetto personale da portare a casa.

Dalle ore 15,30 alle ore 16,30          Gioco libero in attesa dei genitori  

Generalmente i giochi preferiti in questo periodo della giornata sono i giochi motori, soprattutto quelli all’aperto nella bella stagione. Il ricongiungimento sarà curato con le stesse modalità dell’accoglienza.

L’organizzazione della giornata descritta si riferisce alle sezioni dei bambini Medi e Grandi in quanto la  struttura educativa  L’Orsetto si rivolge specificatamente alle fasce d’età superiori ai 12 mesi.


Alimentazione

Particolare attenzione sarà prestata alla preparazione del cibo che sarà effettuata nella cucina del nido dal Personale dedicato, sotto la supervisione della referente del servizio in ottemperanza ai criteri di autocontrollo del dispositivo H.A.C.C.P..

I menù sono appositamente studiati dal nostro pediatra, in armonia con quanto indicato dagli indirizzi della dietologia del Servizio nidi di Roma Capitale Municipio X e soggetti alla vigilanza del servizio S.I.A.N. della Azienda Sanitaria Locale RM D, tenendo in giusta considerazione le esigenze soggettive dei bambini.


Calendario e orario di funzionamento

Il nido “L’Orsetto” funzionerà dal 1 settembre al 31 luglio con esclusione di tutte le festività sia civili sia religiose.

L'orario di funzionamento sarà compreso tra le ore 08,00 e le ore 16.30 per cinque giorni alla settimana, dal lunedì al venerdì.

L'ingresso dei bambini avverrà tra le ore 08,00 e le ore 09,30.

L’uscita avverrà come primo orario alle ore 14,30; per tutti coloro che abbiano optato per la scelta di massima estensione alle ore 16,30.

In osservanza delle indicazioni e delle deliberazioni del dispositivo della convenzione con Roma Capitale il calendario annuale scolastico troverà applicazione, sia nel periodo delle festività Natalizie e Pasquali e nelle altre giornate festive, con la sospensione delle attività come previsto dalla circolare del Dipartimento dei Servizi Educativi e Scolastici consultabile su questo stesso sito  nella sezione degli "Avvisi". 


Le figure professionali

Il gruppo educativo impegnato nel nido "L’Orsetto" sarà composto da:

-il referente del servizio: nella persona della titolare, che si occuperà della gestione, sovrintenderà lo svolgimento delle pratiche giornaliere e curerà i rapporti con le famiglie e promuoverà interventi con gli altri servizi educativi del territorio;

-il coordinatore educativo: coordinerà il gruppo educativo nelle attività di programmazione e verifica del progetto educativo;

-le educatrici: sono in funzione del numero di bambini afferenti secondo le prescrizioni di legge;

-il personale di cucina:  si identifica prevalentemente nel personale formato per tale funzione;

-il personale delle pulizie:  che opererà giornalmente nelle cure di igienizzazione e pulizia dei locali routinariamente ed ogni qualvolta se ne manifesti la necessità.

Tutti i componenti il gruppo educativo sono in possesso dei titoli di studio previsti dalla normativa vigente.

L’organico sarà mantenuto stabile per l'intero anno scolastico, compreso il personale educativo supplente di cui si dispone un elenco di nominativi già precedentemente selezionati, nel rispetto del rapporto educatore/bambino in ottemperanza alla normativa vigente

A tutto il personale dipendente sarà applicata la normativa  prevista in materia di CCNL compresa quella antinfortunistica.

Il personale dipendente osserverà l'orario di lavoro previsto dal contratto di lavoro di settore e sarà articolato in turni di lavoro funzionali alle esigenze del servizio e parteciperà agli appuntamenti formativi che rappresentano un elemento fondamentale per lo sviluppo della professionalità del gruppo educativo nei suoi diversi aspetti.

 

Programmazione e verifica del progetto educativo

Considerata l'enorme importanza che riveste la riflessione sulle esperienze educative e la continua elaborazione del complessivo progetto in questione, il gruppo di docenza del nido "L’Orsetto”, con molta attenzione, organizzerà gli spazi ed i tempi relativi allo svolgimento delle attività di programmazione, di osservazione, di verifica e valutazione nonchè la relativa documentazione.

Il gruppo educativo avrà l'abitudine di raccogliere, in forma organizzata, coordinata e continuativa  nel tempo,  documentazioni  delle diverse esperienze e attività che si svolgeranno nel nido.

I materiali documentali prodotti saranno adeguatamente conservati e potranno essere periodicamente oggetto di riflessione collegiale.

Sarà cura del Personale educativo raccogliere documentazione fotografica rappresentante momenti di quotidianità della vita di nido finalizzati a creare dei “diari” personali  sulle attività dei bambini, che saranno consegnati alle famiglie in occasione della festa di fine anno.


Raccordo con le strutture educative presenti nel territorio

Il referente del servizio del nido "L’Orsetto" avrà cura d'inserire opportunamente la struttura nella rete territoriale, in modo particolare con gli altri nidi sia comunali che privati, anche attraverso i materiali documentali prodotti dal gruppo educativo, considerati validi strumenti di comunicazione delle esperienze.

Saranno, inoltre, promossi momenti di raccordo con le scuole dell'infanzia, finalizzati al raggiungimento della continuità educativa.



PROGETTUALITA’ EDUCATIVA

 anno educativo  2020/2021

"Un modo di pensare de-strutturato"  :

 LOOSE PARTS.


(De-strutturiamoci !)

 

“Creatività è inventare, sperimentare, crescere, assumersi dei rischi, rompere regole, fare errori e divertirsi”.

                                                                                                                                                                                                                 (Mary Lou Cook)

 

Il mondo de-strutturato e un pensiero divergente.

Esistono leggende in cui si racconta che questo tipo di materiale, non si limiti ad intrattenere i bambini per qualche ora; si narra di nidi completamente trasformati, di accumulo seriale di spazzatura e di gruppi, sezioni ed eserciti sterminati di bambini pericolosamente felici!

Se decidiamo di intraprendere questo viaggio alla scoperta di questa tematica e di quello che è il mondo de-strutturato, allora c’è bisogno di prendere alcuni accorgimenti:

●       abbandoniamo le classiche convenzioni e le strutture mentali sul gioco: i bambini adorano abbattere le torri di cubi e amano costruire ponti con assi di legno, perché loro, spesso, utilizzano una ciotola come cappello e non soltanto per cucinarvi una buonissima torta.

●       Liberiamoci dagli schemi che conosciamo: i bambini sapranno mostrarci l’ignoto.

●       Non guardiamo l’orologio, ma lasciamoci coinvolgere all’interno del loro tempo, nel loro spazio, frenetico, costruttivo, creativo, in continua evoluzione, inarrestabile.

 

Gioco euristico, loose parts o materiale destrutturato?

 

Siamo abituati ad associare i materiali destrutturati al gioco euristico, ma ora ci chiediamo: cosa sono queste loose parts che si riallacciano al concetto di materiale destrutturato, ma che non fanno parte del gioco euristico?

 

 

Materiale destrutturato.

Sono oggetti costituiti da materiale vario: elementi di carta, legno, elementi naturali (sassi, piume, conchiglie, legnetti, muschi, foglie...), ma anche vetro, stoffe e metalli, rotoli della carta igienica, tubi di gomma, mollette. Insomma, tutto ciò che non ha la specifica funzione di giocattolo, ma che si può utilizzare in modo simbolico e creativo.

 

 

 

 

Il gioco euristico

Il gioco euristico è un tipo di attività che mira alla scoperta degli oggetti (destrutturati) da parte del bambino e letteralmente significa “trovare, scoprire”: il bambino è libero di fare le sue scoperte da solo, senza l’interferenza degli adulti.

Il gioco euristico è una delle modalità ed esperienze di utilizzo del materiale destrutturato.: nella fase di sviluppo caratterizzata dal gioco euristico, i bambini infatti compiono una serie di azioni con gli oggetti come spostare oggetti nello spazio, riempire e svuotare i contenitori, fare pile e sovrapporre oggetti, infilare, far rotolare, mettere in equilibrio, selezionare e categorizzare, discriminare e scegliere, paragonare e mettere in serie.

 

 

Loose parts

Loose-parts letteralmente significa “parti libere, sciolte” quindi si intendono materiali naturali o di riciclo che non hanno un utilizzo predeterminato e che possono essere utilizzati in modo creativo e libero dai bambini. Tappi, tubi, sassi, molle, assemblati in modo libero secondo la creatività e la progettualità del bambino, senza interferenze o consegne esterne da parte dell’adulto. Sono oggetti che vengono spostati, accatastati, modificati, incastrati secondo la fantasia e l’immaginazione dei bambini. Ogni volta modificati, destrutturati e ricomposti in giochi e idee sempre nuove.

 

 

 

 

Cenni storici.

 

Possiamo ritrovare l’origine del concetto di “loose parts” (“parti sciolte”) in un articolo del 1971, pubblicato su una rivista di architettura, dall’artista e architetto Simon Nicholson, intitolato “Come non ingannare i bambini”.

Nicholson aveva osservato dei bambini giocare all’interno di spazi non ancora attrezzati e modellati per loro dall’adulto, anche in delle vere e proprie discariche, con detriti e spazzatura, creando qualcosa di speciale e diverso dal solito.

Notò quindi come l’assenza dell’intervento dell’adulto, che prepara, organizza, predefinisce, fosse in realtà un’immensa opportunità per lo sviluppo della creatività dei bambini.

 

‘Have you ever noticed that if you leave old junk lying around, kids will almost inevitably play with it? Whether it be old cardboard boxes, wooden pallets, pieces of wood, old tires [sic], bits of rope or string, kids will use their imagination and ingenuity to make something. This may make your garden look like a junkyard sometimes, but the experience for the kids is invaluable and it will keep them occupied for hours. Don't try and direct the kids in their play just let them get on with it.’

How Not To Cheat Children: The Theory of Loose Parts (S Nicholson, Landscape Architecture 1971)

 

Uno spazio ludico esclusivamente progettato dall’adulto, finisce quindi per derubare letteralmente i bambini degli aspetti più creativi ed importanti del gioco, togliendo loro spazio e quel senso di appartenenza che rende loro “creatori” di un qualcosa, qualcosa di bello.

L’adulto, prima di entrare in contatto con il meraviglioso mondo del materiale destrutturato deve, a sua volta, lasciarsi de – strutturare, dimenticando convenzioni e vecchie ideologie, rendersi disponibile al sentire, emozionandosi e facendosi guidare esclusivamente dallo stupore e dalla meraviglia dei bambini.

 

Ma perché le loose parts?

“Ogni grande progresso scientifico è scaturito da una nuova audace immaginazione”.

(John Dewey)

 

Innanzitutto perché è un materiale che tutti, davvero tutti, abbiamo a disposizione, facile da reperire, accattivante da osservare, creativo, dinamico e dallo scopo non predefinito.

Lasciando libera la creatività del bambino, si sta gettando la base per lo sviluppo della conoscenza, della logica, del pensiero scientifico. Cercando di capire se un tubo di cartone, può essere messo in equilibrio su un altro, tra tentativi, fallimenti e vittorie, il bambino sta dando forma a qualcosa che non è poi così lontano dall’ingegneria meccanica (solo che lui, ancora non lo sa e, quasi sempre, neanche noi).

 

Parlando di loose parts dunque parliamo di:

●       COMPETENZA PROGETTUALE, osservare, raccogliere dati, rilanciare: non esiste un metodo per lavorare con le loose parts. Si passa da una centratura dell’adulto ad una centratura del bambino

●       AMBIENTE, PENSIERO E SGUARDO DE-STRUTTURATO: la progettazione e i luoghi tornano in mano ai bambini. Un ambiente troppo pulito e ordinato, non è pensato dai bambini che per natura tendono a scomporre, ricomporre, de-strutturare e ri-strutturare tutto ciò che toccano ed osservano.

●       PEDAGOGIA DEL FINITO E DELL’INFINITO: il materiale de-strutturato è chiamato anche RI-FIUTILE, ossia un materiale finito, ma che si ricicla e si re-inventa ogni volta all’interno di un arco spazio temporale che tende per l’appunto all’infinito.

●       DIMENSIONE DI RICERCA: l’occhio diviene scientifico, fa ricerca e pone l’adulto in ascolto delle ricerche dei bambini e si apre alle loro proposte. Le loose parts sono materiali che pongono domande e per questo rendono sia l’adulto che il bambino ricercatori!!! È importante pensare ed offrire materiali che offrono curiosità ad indagare, che abbiano un finale aperto e non predefinito, poiché i bambini hanno bisogno di creatività.

●       ATTESA DELL’IMPREVISTO: lo spazio dedicato alle loose parts diviene un grande spazio euristico in cui lo sguardo del bambino è continuamente in attesa di scoperta. I bambini infatti grazie ed attraverso le loose parts catturano gli imprevisti e degli aspetti flessibili, che difficilmente si notano all’interno di una proposta strettamente strutturata. Essi accostano materiali, fanno incontri fantastici, creano un’arte effimera che si evolve poi insieme ai bambini che la stanno producendo. Il pensiero bambino diviene così non solo scientifico e creativo, ma anche narrante: attraverso le loose parts il bambino scopre, sperimenta, ma tira fuori anche emozioni e narra di se stesso e del mondo circostante.

●       CORNICE E DISORDINE: le loose parts possono essere utilizzate libere o proponendo una cornice come base, che fungerà poi da contenimento spazio-temporale. La cornice infatti contiene il movimento del bambino e lo aiuta ad esplorare questo materiale secondo un occhio simmetrico e ordinato (poiché spesso queste loose parts vengono accostate seguendo il perimetro della cornice o vengono messe al suo interno ampliando così la conoscenza del concetto dentro/fuori. Ognuno lo farà in modo differente, seguendo quello che il suo pensiero scientifico e divergente propone).

Al tempo stesso questo movimento che porterà poi tra le altre cose anche all’autonomia del bambino, porta con sé disordine e il concetto di imperfezione, essenziale e fondamentale per il sano sviluppo del bambino.

●       CONCETTO PEDAGOGICO DELL’UNICITA’: ogni materiale, anche di scarto, si mette in relazione e si trasforma, divenendo prezioso ed unico. La loro vita nasce in un modo e si trasforma poi in altro, e poi in altro ancora. Nel pensiero de-strutturato il “difetto” di un certo tipo di oggetto diviene qualità e virtù e la forma di quell’oggetto grazie al pensiero de-strutturato del bambino prende una nuova vita. Cosa apprende da questo il bambino? Che “io valgo, anche se sono diverso e se sono imperfetto”.

●       TEMPO LENTO E TEMPO IN DIVENIRE:

 

 

 

 

       “L’immaginazione è più importante della conoscenza,  la conoscenza è limitata,

        l'immaginazione abbraccia il mondo intero".                                                                                                                                                                                                                                                                                                  (Albert Einstein)




OBIETTIVI E METODOLOGIA:

 

    Non esiste un modo giusto o sbagliato nell’utilizzo delle loose parts, poiché l’obiettivo non sono i materiali, ma il bambino che può:

 

●       esprimersi liberamente

●       inscenare emozioni

●       sperimenta la pazienza del mettere in ordine

●       impara le geometrie degli oggetti

 

In modo esperenziale:

●       esercita la concentrazione

●       allena la manualità fine

●       fa esperienza dell’ordine

●       sperimenta l’equilibrio

●       sviluppa l’estetica

 

CONCLUSIONI:

(Proporre loose parts ad un bambino, vuol dire quindi, saper offrire un certo materiale, all’interno di un setting che si aperto e che sproni al movimento fisico e di pensiero, ma vuol dire anche saper osservare, lasciare liberi i bambini di fare, imparare a non veicolare il gioco del bambino secondo la propria esperienza, ma affiancarlo rendendolo libero di esprimersi e di costruire la propria esperienza assecondando le proprie emozioni).

 Il destrutturato non è solo materiale, ma un pensiero fisso nel quotidiano, un atteggiamento che diventa parte integrante del nostro modo di agire e di essere, uno modo di guardare il mondo del tutto non convenzionale e strutturato. Il destrutturato ti pone in un’ottica divergente, differente, flessibile e stimolante, all’interno della quale il nostro occhi inizia a vedere e il nostro corpo inizia a sentire qualcosa di molto importante: TUTTO E’ LOOSE PARTS.